Uno e trino
Uno e trino

Le pietre della memoria

 

Le pietre miliari collocate lungo i bordi dell’antica via Appia ci rimandano a momenti passati, che suscitavano speranze o timori a chiunque la percorresse; così le pietre-sculture di Miguel Ausili sono altrettanti cippi infissi ai bordi della nostra storia.

 

Un percorso fascinoso e complesso per le arcane implicazioni che noi, ipotetici viandanti, veniamo a scoprire nelle nostre soste davanti ad ogni una di queste pietre;  pietre linde nella loro politezza e scabre nel contempo, in cui la materia è modulazione spaziale e insieme dicotomia tra vuoto e pieno, tra emblematiche spiritualità fideiche e cabalistiche e materici materialismi, tra significati allegorici e materia mater, tra memoria di un antico menhir e la proiezione verso un “probabile” macro chip.

 

Così Uno e Trino I e II parlano delle arcane statue-stelle della Lunigiana e dei buchi di Fontana in un continuum i cui riferimenti spazio-metafisici si fanno serrati; la simbologia insistente del triangolo, vuoi come forma-materia o sforamento di essa o, ancora come inserto extra-granitico, è un inciso di forte pregnanza, le cui simbologie sono radicate profondamente nel inconscio dell’uomo scultore, tutto proteso nella ricerca della forma pura, archetipale quale espressione di un antico mistero quanto la storia antica dell’uomo, in un gioco di ritmi marmorei che imprimono movimento alla materia, dando potenziale monumentalità a questi graniti, a questi marmi, a queste pietre magiche.

 

Allora una magia che può essere “eresia” o magia come riferimento a un sacro rituale o ancora magia come ars divinatoria? Una significante trilogia che appaga tutti e che unisce nel contempo tutti in questi continui incontri di sottili geometrie, contrasti e affinità tra superfici e materiali eterogenei, colori che indicano o limitano il foro triangolo.

 

Alla fin fine tutto diventa un gioco ultrafisico che porta in grembo un intimo linguaggio allusivo, donando un anima pulsante e sacrale alle “pietre” di Ausili.

 

 

Antonio Benemia